Videocassette: Betamax vs VHS

by lrobusto

Betamax, sviluppato dalla Sony, fu il primo sistema di videoregistrazione magnetica destinato al mercato domestico.
Introdotto sul mercato alcuni anni prima del VHS, che da molti era considerato “tecnicamente inferiore” rispetto al prodotto Sony, ma che grazie a una serie di fattori fu l’unico a diffondersi con successo. Tra essi la maggiore durata ed economicità delle videocassette VHS, il fatto che JVC concesse i diritti di sfruttamento del VHS ad altre aziende, e che l’industria del porno scelse il VHS per le proprie produzioni.
Nel 1975, in Giappone la Sony lanciò i primi due modelli di Betamax: i videoregistratori SL-6300 e LV-1801, mentre negli Stati Uniti, per evitare le possibili “ire” delle case cinematografiche, venne presentato il modello SL-7200.

Dopo un anno e 30.000 prodotti venduti, arrivò il VHS della JVC, tecnicamente inferiore al Betamax, nella compattezza delle cassette, nella qualità, tranne che per la durata della registrazione che risultava superiore arrivando fino a 4 ore. A differenza di Sony, JVC cercò altri alleati, sia tra i produttori, sia tra le case cinematografiche e questo contribuì a mantenere i prezzi dei prodotti VHS più bassi rispetto al concorrente. Dato che a quei tempi i negozi di videonoleggio noleggiavano anche i lettori, questi si orientarono verso lo standard di JVC che consentiva di acquistare interi stock di prodotti a un prezzo ridotto, aumentandone i margini di profitto, e questo ha innescato una spirale: i negozianti acquistavano i lettori VHS, di conseguenza richiedevano film in VHS e le case cinematografiche “sfornavano” film in VHS. Chi doveva comprarsi un videoregistratore era quindi spinto all’acquisto della seconda tecnologia che, seppur inferiore, garantiva una maggiore compatibilità con i prodotti in commercio.
A complicare ulteriormente le cose arrivò anche una causa intentata dalla Disney e dagli Universal Studios contro Sony che avrebbe, con i propri prodotti, “istigato” i consumatori alla pirateria. Il caso ha voluto che il 1976, anno in cui iniziò il processo, il VHS non fosse ancora sul mercato, tenendolo quindi fuori dalla disputa. Nel 1984 la Sony vinse l’ultimo grado di giudizio, ma ormai i danni d’immagine subiti erano quasi irreparabili; già alla fine del 1978 la quota di mercato della Sony era scesa al 19% mentre quella del concorrente era al 36%.
Nel 1980 la Philips provò a entrare nel settore con il suo Video2000, ma seppure tecnicamente all’avanguardia, venne abbandonato nel 1989 dopo non essere riuscito a conquistare nessuna fetta significativa del mercato.

Nel 1985, sebbene in numero assoluto le vendite non fossero poi così deludenti, il fatto di dividere il mercato con il VHS in proporzioni del 30% – 70%, fece decidere a Sony di cominciare a dirigere i propri investimenti verso un nuovo campo, quello dei supporti per videocamere amatoriali, con il proprio formato Video8. Il formato Video8 era molto più compatto del VHS, e quindi poteva ancora sperare, a ragione, di ottenere un discreto successo. L’introduzione del VHS-C, però, una VHS compatta studiata appositamente per le videocamere, ridimensionò questo successo. Nel 1988, la Sony decise una svolta storica: produrre anche prodotti VHS.
Nell’autunno del 2002, la Sony rese noto che avrebbe prodotto ancora duemila videoregistratori Betamax entro la fine dell’anno, dopodiché avrebbe abbandonato il progetto. Nel gennaio del 2003, fu cessata la produzione di videoregistratori Betamax. Il 10 novembre 2015 Sony ha annunciato la fine della produzione delle videocassette Betamax e Micro MV da Marzo 2016 dopo oltre 40 anni di servizio.

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